TUTELA AMBIENTALE NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI LATINA
Considerando il territorio da un punto di vista storico in esso ritroviamo ogni manifestazione del rapporto tra caratteri fisici e naturali presenti e gli effetti della presenza e delle attività dell’uomo.
Da questo punto di vista possiamo considerare come si sia modificato il concetto di territorio extraurbano e come acquistino diverso significato i termini campagna,montagna e mare, ai quali implicitamente era associata l’immagine mentale di un paesaggio agricolo, montano(di boschi e pascoli) e di spiagge e marine.Il modo di essere e le trasformazioni del territorio extraurbano ,la sua immagine paesistica sono condizionati dal mutare dei processi produttivi e delle tecnologie in misura maggiore di quanto non lo siano le parti storiche urbane. Il territorio extraurbano inoltre per una serie di altri fenomeni(costruzioni intensive, abbandono dei comuni, trasformazioni di zone agricole ecc.) presenta notevoli difficoltà nella conservazione dei suoi assetti tradizionali.
Tema di riflessione legato alla tutela del territorio è quale sia il paesaggio o l’insieme di paesaggi cui fare riferimento.La rilettura di eventi ed immagini del territorio a ritroso porta necessariamente a riprendere il dibattito sul giudizio di valore del paesaggio.
E porta ad una riflessione sul paesaggio in relazione ai temi ambientali.A vedere in stretta relazione ambiente, territorio e paesaggio, per orientarsi nella tutela e per cercare i modi per rendere sostenibili gli obiettivi di tutela e di riqualificazione del territorio e di tutela ambientale.
Rispettare l’ambiente.
Maggiore è oggi, questo è vero, la sensibilità per i problemi ambientali, ma anche incerto è il modo di procedere per affrontarli. D’altra parte molti comportamenti umani si sono indirizzati inequivocabilmente in danno all’ambiente e alla tutela del territorio e risulta difficile trovare modi e mezzi per orientarsi nella salvaguardia e nel ripristino dell’ambiente.
Un tema da approfondire adeguatamente, in questo senso appare la necessità di un inserimento sistematico nelle scuole dell’educazione ambientale, come la nostra associazione Italia Nostra promuove e sostiene da circa cinquanta anni. E in questa direzione la Sezione di Latina ha organizzato recentemente la Mostra sulla Via Appia nel territorio pontino ed aurunco, mostra organizzata nell’ambito del Progetto Via Appia organizzato da Italia Nostra in collaborazione con il Min.Beni Cult. ed Ambientali e con l’Università Verde, che partendo dal percorso dell’antica via Appia, Regina Viarum, intende promuovere una ricerca ed un interesse della cittadinanza intorno ad un patrimonio storico perchè esso porti una via ,una direzione ed un orientamento per la tutela del territorio e dell’ambiente.
Sempre in questa direzione, dell’educazione ambientale, è il Quartiere Verde, iniziativa realizzata e in fase di attuazione pratica dalla nostra associazione insieme con le altre associazioni ambientaliste, con il Comune di Latina , con le scuole medie e superiori e con l’intervento di altri Enti.
Nella stessa direzione vertono le riflessioni sul paesaggio in relazione ai temi ambientali portate ad un approfondimento sistematico da Italia Nostra anche nella Conferenza Nazionale sul Paesaggio tenutasi ad ottobre 99 organizzata dal Ministero per i beni culturali ed ambientali. E la ricerca sul paesaggio come punto di riferimento per la tutela del territorio e dell’ambiente , nonchè la riflessione della Sezione di Latina di Italia Nostra sulla perdita della capacità di guardare il paesaggio e su come concretamente questa perdita di capacità naturali stia portando serie conseguenze nella stessa tutela dell’ambiente e del territorio. E le denuncie fatte dalla nostra sezione dei cosiddetti Lutti per il paesaggio, come ad esmpio la situazione oggi della Torre del Monticchio a Sermoneta, denunciata come esempio tipico di scempio del territorio perpetrato negli anni sotto gli occhi di tutti e nella indifferenza di tutti.
Sempre in questa direzione, la necessità avvertita dalla nostra associazione di dare rilievo e importanza alla pianificazione e agli strumenti urbanistici inserendo detti argomenti nell’educazione ambientale da portare sistematicamente nelle scuole per dare ai giovani strumenti per migliorare la situazione attuale.
Qual è la situazione oggi del territorio e dell’ambiente nella zona della provincia pontina?
Dobbiamo considerare in questo senso sia il territorio urbanizzato, sia il territorio extraurbano con i loro rispettivi problemi .
Qual è la situazione del territorio urbanizzato?
Qual è la situazione del territorio extraurbano?
Per quanto riguarda il territorio urbanizzato, occorre secondo noi riflettere su come la pianificazione possa rispondere in qualche modo alle esigenze di orientare uno sviluppo sostenibile, ma come essa debba tornare ad avere un significato genuino per tutti, in modo che l’urbanistica , i piani regolatori e gli altri strumenti urbanistici abbiano una concretezza di significati per tutti ed una validità rispettata da tutti nell’interesse della collettività.
Per quanto riguarda il territorio extraurbano, bisogna chiedersi urgentemente come tutelarlo, perchè la perdita delle sue caratteristiche tradizionali e la sua trasformazione stanno sfuggendo di mano ad ogni considerazione. D’altra parte c’è anche il fenomeno dell’abbandono dei paesi con formazione di agglomerati diversi da quelli tradizionali che bisogna considerare con particolare attenzione.
Quali gli interventi?
Un primario intervento è quello segnalato di un maggiore interesse all’educazione ambientale ed un suo inserimento sistematico nella formazione e nelle scuole.
Un secondo intervento proponibile è la valorizzazione dei caratteri tipici delle aree montane.
Altro intervento sostenibile è la valorizzazione e tutela della zone marine e della costa.
Ancora sostenibile è la formazione o educazione permanente rapportata alla sensibilità ambientale.
Sostenibile è una maggiore sensibilizzazione al territorio inteso come territorio storico.
Sostenibile è il tema del paesaggio come punto di riferimento per orientare la tutela.
Tutti questi interventi per la possibilità di ricercare attraverso la riqualificazione dei beni tutelati delle attrattive per investimenti e iniziative imprenditoriali.
Dopo queste premesse è opportuno indicare alcune questioni ricorrenti nella ricerca dei modi per rendere normabili e “sostenibili” gli obiettivi di tutela e riqualificazione del territorio storico.
A. Una prima considerazione riguarda l’utilità di studiare il territorio e organizzarne i dati conoscitivi non tanto attraverso categorie di elementi e fatti tra loro omogenei, quanto attraverso la ricerca della correlazione tra quelle che potremmo definire “trame ambientali e trame insediative ”e l’inserimento in queste trame dei singoli elementi : il che significa ricercare relazioni tipiche tra risorse - siti - opere umane.Cioè nella scelta di criteri di organizzazione delle norme interni alle normali competenze dell’urbanistica o meglio legati ad un collegamento più stretto tra aspettri urbanistici, aspetti idro-geologici, aspetti agronomici. Cioè ad esempio organizzare nella pianificazione le prescrizioni relative agli edifici in territorio agricolo in base ad una serie di valutazioni. In base alla loro origine storica, al loro rapporto con il sito, con l’acqua, con la rete stradale, con i campi coltivati, al loro essere isolati o parte di una sequenza o di un complesso.
In base a queste considerazioni, ad esempio, nel piano di Siena sono state definite categorie ( sequenze di insediamenti sui crinali, nuclei di origine fortificata- complessi ville, complessi fattorie, edifici poderali , edifici legati all’acqua, pievi, ecc.) la cui normativa riguardava l’insieme degli aspetti qualificanti.In questo tipo di valutazione possono trovare una migliore scelta per possibilità di conservazione costruzioni che, invece, nell’economia del riuso, tendono ad essere trasformate in mini- abitazioni ed ad essere completamente snaturate.
B. Un secondo punto riguarda la possibilità di utilizzare, ampliandole nelle loro finalità, le leggi di difesa del suolo e delle acque(in particolare RD 3267 del 1923 sui vincoli idrogeologici e RD 1126 del 1926 sui vincoli e previsioni per la tutela dei boschi,RD del 1904 sulle acque) per dare forza alla ricostituzione di quegli elementi che sono insieme difesa del suolo e connotazione importante del paesaggio, come i ciglionamenti, i pennelli per la difesa delle acque, le casse di espansione.
Inoltre la tutela delle colture storiche collinari; i vigneti, gli oliveti, che crescono su pendiii modellati, ciglionati da secoli di lavoro agricolo e il cui valore è stato riconosciuto nel regolamento CEE n. 797/85 che prevede possibilità di finanziamenti per la consevazione e la ricostituzione di queste colture.
C.Una terza situazione ricorre quando c’è la necessità di creare un vasto ambito entro il quale - con una azione integrata di tutela, valorizzazione, riqualificazione, selezione e coordinamento di attività- si vogliono utilizzare le suscettività di diverso tipo e ridare qualità ai luoghi degradati : la creazione di un parco può rispondere a queste esigenze, anche perché consente la presenza di un organismo resaponsabile e la previsione di un progetto e di finanziamenti coordinati nel tempo e negli obiettivi. Una soluzione di questo tipo è stata adotta nel Piano per l’Area Protetta Arno, con la previsione del “Parco Territoriale dell’Arno”.
Con i tre esempi si vorrebbe indicare la possibilità di approfondire una linea tendente a ridurre la discrasia - che spesso riguarda le operazioni riguardanti i territori storici - tra analisi, progetti, vincoli, norme, ricerca di appigli legislativi, di fonti di finanziamento, di sponsor. Una maggiore congruenza sarebbe forse utile anche a stimolare la collaborazione tra diversi livelli e settori di enti pubblici responsabili, il che è un presupposto di fondo.
Considerando il territorio da un punto di vista storico in esso ritroviamo ogni manifestazione del rapporto tra caratteri fisici e naturali presenti e gli effetti della presenza e delle attività dell’uomo.
Da questo punto di vista possiamo considerare come si sia modificato il concetto di territorio extraurbano e come acquistino diverso significato i termini campagna,montagna e mare, ai quali implicitamente era associata l’immagine mentale di un paesaggio agricolo, montano(di boschi e pascoli) e di spiagge e marine.Il modo di essere e le trasformazioni del territorio extraurbano ,la sua immagine paesistica sono condizionati dal mutare dei processi produttivi e delle tecnologie in misura maggiore di quanto non lo siano le parti storiche urbane. Il territorio extraurbano inoltre per una serie di altri fenomeni(costruzioni intensive, abbandono dei comuni, trasformazioni di zone agricole ecc.) presenta notevoli difficoltà nella conservazione dei suoi assetti tradizionali.
Tema di riflessione legato alla tutela del territorio è quale sia il paesaggio o l’insieme di paesaggi cui fare riferimento.La rilettura di eventi ed immagini del territorio a ritroso porta necessariamente a riprendere il dibattito sul giudizio di valore del paesaggio.
E porta ad una riflessione sul paesaggio in relazione ai temi ambientali.A vedere in stretta relazione ambiente, territorio e paesaggio, per orientarsi nella tutela e per cercare i modi per rendere sostenibili gli obiettivi di tutela e di riqualificazione del territorio e di tutela ambientale.
Rispettare l’ambiente.
Maggiore è oggi, questo è vero, la sensibilità per i problemi ambientali, ma anche incerto è il modo di procedere per affrontarli. D’altra parte molti comportamenti umani si sono indirizzati inequivocabilmente in danno all’ambiente e alla tutela del territorio e risulta difficile trovare modi e mezzi per orientarsi nella salvaguardia e nel ripristino dell’ambiente.
Un tema da approfondire adeguatamente, in questo senso appare la necessità di un inserimento sistematico nelle scuole dell’educazione ambientale, come la nostra associazione Italia Nostra promuove e sostiene da circa cinquanta anni. E in questa direzione la Sezione di Latina ha organizzato recentemente la Mostra sulla Via Appia nel territorio pontino ed aurunco, mostra organizzata nell’ambito del Progetto Via Appia organizzato da Italia Nostra in collaborazione con il Min.Beni Cult. ed Ambientali e con l’Università Verde, che partendo dal percorso dell’antica via Appia, Regina Viarum, intende promuovere una ricerca ed un interesse della cittadinanza intorno ad un patrimonio storico perchè esso porti una via ,una direzione ed un orientamento per la tutela del territorio e dell’ambiente.
Sempre in questa direzione, dell’educazione ambientale, è il Quartiere Verde, iniziativa realizzata e in fase di attuazione pratica dalla nostra associazione insieme con le altre associazioni ambientaliste, con il Comune di Latina , con le scuole medie e superiori e con l’intervento di altri Enti.
Nella stessa direzione vertono le riflessioni sul paesaggio in relazione ai temi ambientali portate ad un approfondimento sistematico da Italia Nostra anche nella Conferenza Nazionale sul Paesaggio tenutasi ad ottobre 99 organizzata dal Ministero per i beni culturali ed ambientali. E la ricerca sul paesaggio come punto di riferimento per la tutela del territorio e dell’ambiente , nonchè la riflessione della Sezione di Latina di Italia Nostra sulla perdita della capacità di guardare il paesaggio e su come concretamente questa perdita di capacità naturali stia portando serie conseguenze nella stessa tutela dell’ambiente e del territorio. E le denuncie fatte dalla nostra sezione dei cosiddetti Lutti per il paesaggio, come ad esmpio la situazione oggi della Torre del Monticchio a Sermoneta, denunciata come esempio tipico di scempio del territorio perpetrato negli anni sotto gli occhi di tutti e nella indifferenza di tutti.
Sempre in questa direzione, la necessità avvertita dalla nostra associazione di dare rilievo e importanza alla pianificazione e agli strumenti urbanistici inserendo detti argomenti nell’educazione ambientale da portare sistematicamente nelle scuole per dare ai giovani strumenti per migliorare la situazione attuale.
Qual è la situazione oggi del territorio e dell’ambiente nella zona della provincia pontina?
Dobbiamo considerare in questo senso sia il territorio urbanizzato, sia il territorio extraurbano con i loro rispettivi problemi .
Qual è la situazione del territorio urbanizzato?
Qual è la situazione del territorio extraurbano?
Per quanto riguarda il territorio urbanizzato, occorre secondo noi riflettere su come la pianificazione possa rispondere in qualche modo alle esigenze di orientare uno sviluppo sostenibile, ma come essa debba tornare ad avere un significato genuino per tutti, in modo che l’urbanistica , i piani regolatori e gli altri strumenti urbanistici abbiano una concretezza di significati per tutti ed una validità rispettata da tutti nell’interesse della collettività.
Per quanto riguarda il territorio extraurbano, bisogna chiedersi urgentemente come tutelarlo, perchè la perdita delle sue caratteristiche tradizionali e la sua trasformazione stanno sfuggendo di mano ad ogni considerazione. D’altra parte c’è anche il fenomeno dell’abbandono dei paesi con formazione di agglomerati diversi da quelli tradizionali che bisogna considerare con particolare attenzione.
Quali gli interventi?
Un primario intervento è quello segnalato di un maggiore interesse all’educazione ambientale ed un suo inserimento sistematico nella formazione e nelle scuole.
Un secondo intervento proponibile è la valorizzazione dei caratteri tipici delle aree montane.
Altro intervento sostenibile è la valorizzazione e tutela della zone marine e della costa.
Ancora sostenibile è la formazione o educazione permanente rapportata alla sensibilità ambientale.
Sostenibile è una maggiore sensibilizzazione al territorio inteso come territorio storico.
Sostenibile è il tema del paesaggio come punto di riferimento per orientare la tutela.
Tutti questi interventi per la possibilità di ricercare attraverso la riqualificazione dei beni tutelati delle attrattive per investimenti e iniziative imprenditoriali.
Dopo queste premesse è opportuno indicare alcune questioni ricorrenti nella ricerca dei modi per rendere normabili e “sostenibili” gli obiettivi di tutela e riqualificazione del territorio storico.
A. Una prima considerazione riguarda l’utilità di studiare il territorio e organizzarne i dati conoscitivi non tanto attraverso categorie di elementi e fatti tra loro omogenei, quanto attraverso la ricerca della correlazione tra quelle che potremmo definire “trame ambientali e trame insediative ”e l’inserimento in queste trame dei singoli elementi : il che significa ricercare relazioni tipiche tra risorse - siti - opere umane.Cioè nella scelta di criteri di organizzazione delle norme interni alle normali competenze dell’urbanistica o meglio legati ad un collegamento più stretto tra aspettri urbanistici, aspetti idro-geologici, aspetti agronomici. Cioè ad esempio organizzare nella pianificazione le prescrizioni relative agli edifici in territorio agricolo in base ad una serie di valutazioni. In base alla loro origine storica, al loro rapporto con il sito, con l’acqua, con la rete stradale, con i campi coltivati, al loro essere isolati o parte di una sequenza o di un complesso.
In base a queste considerazioni, ad esempio, nel piano di Siena sono state definite categorie ( sequenze di insediamenti sui crinali, nuclei di origine fortificata- complessi ville, complessi fattorie, edifici poderali , edifici legati all’acqua, pievi, ecc.) la cui normativa riguardava l’insieme degli aspetti qualificanti.In questo tipo di valutazione possono trovare una migliore scelta per possibilità di conservazione costruzioni che, invece, nell’economia del riuso, tendono ad essere trasformate in mini- abitazioni ed ad essere completamente snaturate.
B. Un secondo punto riguarda la possibilità di utilizzare, ampliandole nelle loro finalità, le leggi di difesa del suolo e delle acque(in particolare RD 3267 del 1923 sui vincoli idrogeologici e RD 1126 del 1926 sui vincoli e previsioni per la tutela dei boschi,RD del 1904 sulle acque) per dare forza alla ricostituzione di quegli elementi che sono insieme difesa del suolo e connotazione importante del paesaggio, come i ciglionamenti, i pennelli per la difesa delle acque, le casse di espansione.
Inoltre la tutela delle colture storiche collinari; i vigneti, gli oliveti, che crescono su pendiii modellati, ciglionati da secoli di lavoro agricolo e il cui valore è stato riconosciuto nel regolamento CEE n. 797/85 che prevede possibilità di finanziamenti per la consevazione e la ricostituzione di queste colture.
C.Una terza situazione ricorre quando c’è la necessità di creare un vasto ambito entro il quale - con una azione integrata di tutela, valorizzazione, riqualificazione, selezione e coordinamento di attività- si vogliono utilizzare le suscettività di diverso tipo e ridare qualità ai luoghi degradati : la creazione di un parco può rispondere a queste esigenze, anche perché consente la presenza di un organismo resaponsabile e la previsione di un progetto e di finanziamenti coordinati nel tempo e negli obiettivi. Una soluzione di questo tipo è stata adotta nel Piano per l’Area Protetta Arno, con la previsione del “Parco Territoriale dell’Arno”.
Con i tre esempi si vorrebbe indicare la possibilità di approfondire una linea tendente a ridurre la discrasia - che spesso riguarda le operazioni riguardanti i territori storici - tra analisi, progetti, vincoli, norme, ricerca di appigli legislativi, di fonti di finanziamento, di sponsor. Una maggiore congruenza sarebbe forse utile anche a stimolare la collaborazione tra diversi livelli e settori di enti pubblici responsabili, il che è un presupposto di fondo.
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