E' facile sostenere che c'è libertà per il pensiero.
Il pensiero può muoversi, non è costretto a stare rinchiuso in una gabbia,può essere espresso.
E' più difficile verificare quanto questa libertà di espressione sia concretamente realizzabile.
Rispetto al pensiero, direi, che c'è il desiderio di tenerlo a bada, desiderio di evitare che vada a cercare chissà dove, che vada a ficcarsi in strade troppo lontane e pericolose, che combini qualche marachella.
Il pensiero lo guardiamo come guardiamo i bambini, noi siamo grandi ed abbiamo imparato a vivere, il bambino ha bisogno di essere educato, di essere diretto,di non prenedere cattive strade, di evitare le cattive compagnie dei Lucignolo che riempiono il mondo; il bambino forse è meglio che cresca abulico davanti alla TV e che guardi le ragazze nude, che anzi si abitui a questo uso del corpo delle donne presto. E così il nostro bambino lo soffochiamo, gli togliamo la voglia di crescere e la forza di respirare, lo metttiamo in affanno dall'infanzia.
Forse abbiamo paura del pensiero.
Preferiamo un'indifferenza diffusa e generalizzata ad una creatività che faccia sbocciare qualche fiore.
E' anche vero che della libertà del pensiero molte persone fanno cattivo uso.
Ma se accettiamo un mondo privato della libertà del pensiero, vuol dire che abbiamo imboccato una strada pericolosa. Vuol dire che guardiamo con indifferenza alle ingiustizie che quotidianamente si commettono.
Vuol dire che tolleriamo i soprusi che vengono compiuti sotto i nostri occhi.
E che i principi della dignità, della libertà e dell' uguaglianza sono belli ma in linea di principio, che però dentro di noi abbiamo preso a pensare che sono in realtà irrealizzabili nella vita concreta.
E che ci siamo sottomessi alle leggi di un mondo governato da potentati economici in cui i ricchi diventano sempre più ricchi, in cui dominano l'avidità e la cupidigia, in cui cerchiamo di tenerci ben stretto il nostro piccolo spazio che ci siamo conquistati. Bisognerebbe vedere se ce lo siamo veramente conquistati lottando oppure se ci è arrivato addosso perchè questo mondo è pieno di persone che vivono in condizioni molto più difficili delle nostre ed allora abbiamo fatto cerchio per stringerci tutti insieme a creare una specie di casta, così da escludere3 chi non ne faccia parte.
Ma il pensiero è libero oppure no?
Certo, se fosse libero potrebbe volare, potrebbe andarsene a spasso tra le nuvole, potrebbe girare per l'universo senza limiti, potrebbe andare in giro nel grande cosmo ed ugualmente infilarsi nel piccolo torrente di cellule che possiamo guardare nel microcosmo.
Ma guardiamo anche alla possibilità che non sia completamente libero, che qualcuno lo tenga per mano e che lo guidi dove desidera che vada a curiosare, lasciando altri campi dove è meglio che non guardi troppo. Libero, ma meglio se guidato.
E allora, la libertà di espressione e la libertà di opinione?
Libere, ma tenute per mano.
E poi, diciamocelo, bisogna anche vedere se ne sapremmo fare buon uso delle libertà di espressione e d'opinione.
Certo, la poesia nasce dalla libertà di espressione completa.
Ma chi lo ha detto che abbiamo bisogno assoluto della poesia?
Forse per un certo periodo possiamo farne a meno.
Almeno finché non ci crederemo cresciuti abbastanza da liberarci dalle catene.
1 commento:
Il dubbio sulla libertà di pensiero si fa stringente, spesso ci si sente legati, è difficile sentirsi liberi, anche se sentiamo che quella libertà nessuno ce la può levare, tuttavia ci resta il dubbio che ce l'abbiano già presa. Maurizio
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