
IL VECCHIO E L'ALBA
Il vecchio si girava e rigirava nel letto.
La notte torrida non gli aveva fatto chiudere occhio.
Aveva provato a prendere il sonno, ma gli era sempre sfuggito via, proprio quando sembrava che stesse per acchiapparlo. Il vecchio lo aveva cercato disperatamente, perché i suoi pensieri quella notte non erano allegri, e lo torturavano, e non riusciva a darsi pace nel letto.
Si alzò e passeggiando lentamente per la casa cominciò a rimuginare in piedi i suoi pensieri.
Erano momenti fugaci, che andavano e venivano per la sua mente, che lui non rincorreva ma che sciamavano di notte come le lucciole, illuminavano un angolo, un brillare improvviso e poi scomparivano nel nulla, consumati.
Il vecchio si affacciò sul balcone.
Guardò il cielo e vide che c'era qualche nuvola. Le stelle si vedevano poco per le luci della città.
Sentiva un caldo opprimente, tutto era immobile, non si muoveva un filo d'aria.
Allora si mise a fissare il grande eucaliptus, l'unico che era stato risparmiato e che sopravviveva vicino alla chiesa che si vedeva dal suo balcone.
Se ne stava immobile, forse anche lui provato dalla calura. Non muoveva una foglia. Era tutto teso in un grande sforzo.
Il vecchio invocò l'aria. "Non si respira" pensò, ed invocò che un refolo, almeno un refolo di aria venisse a mitigare quella stagnazione che dava quell'effetto così opprimente. Pregò che il cielo muovesse l'aria, che il mare mandasse la brezza. E rivolse gli occhi al cielo e guardò nella direzione del mare.
Sentì un cane che abbaiava. Anche lui forse stava invocando la brezza, oppure imprecava nella sua lingua.
Guardò di nuovo il grande eucaliptus. Sempre più immobile.
Anche il vecchio era teso. E i pensieri ricominciarono a turbinare nel suo animo, a vagare. Pensieri sfuggenti.
La madre gli apparve e lui si ritrovò bambino, su una spiaggia, con in mano un secchiello pieno d'acqua, e si divertiva a buttarla sui piedi di sua madre, che lo sgridava ma poi gli sorrideva e gli chiedeva altra acqua, e lui correva al mare col secchiello, altra acqua, la madre sorrideva da lontano.
Guardò di nuovo verso il grande eucaliptus. E lo fissò. L'albero era teso nella sua rigidità. Il vecchio continuava a fissarlo, sperando che si animasse.
Ma così, quello si fece tetro; e il vecchio ebbe paura, perché nelle ombre gli apparve come una sinistra figura.

E mentre si ritirava sentì un poco d'aria. Allora si rallegrò, perché il cielo e il mare forse lo avevano ascoltato. Ed anche il grande eucaliptus si mosse appena appena e gli apparve più allegro.
Il vecchio si rasserenò e torno nel letto, sperando di prendere 5 minuti di sonno.
Dopo un po', sentì la brezza. Era dolce era il piacere più grande.
E all'alba il vecchio prese sonno e i suoi pensieri si infilarono nei suoi sogni.
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