ELECTION DAY
Ci eravamo preparati al giorno fatidico. Sembrava che fossimo uno sciame di insetti che eravamo stati messi all’erta dell’arrivo di una grande novità e ci stavamo preparando al grande evento.
Stavamo preparando come una serie di ragnatele o reti da pesca come per catturare delle prede ed avere dei risultati visibili ed entrare così trionfalmente nel mondo nuovo al quale ci dovevamo preparare.
Le donne sembravano le più eccitate. Molte sembravano essere indifferenti ma invece si vedeva che erano state catturate nel grande evento che si preparava e che era nell’aria in preparazione.
Si arrivò alla vigilia tra una serie di polemiche. La presidenza del Consiglio mandò un invito a votare su messaggini su tutti i cellulari. La cosa non fu molto gradita da molti che parlarono di violazione della privacy e che poi l’invito dell’organo istituzionale era fatto più che altro dal presidente del consiglio il quale temeva una sconfitta e stava invitando tutti a votare per lui e appariva in giganteschi manifesti e su tutte le televisioni private e pubbliche e parlava alle radio private e pubbliche e chiedeva apertamente di votare per lui che tra l’altro non avrebbe potuto presentarsi perché ineleggibile in quanto presidente del consiglio dei ministri.
Qualcuno tra gli uomini pregustava la giornata. Sarebbe stata una giornata di tutto riposo e poi oltre alle elezioni europee c’erano anche i campionati di calcio europei che incominciavano e che senza dubbio appassionavano di più e c’era l’esordio della nazionale che avrebbe coinvolto tutti nella funzione di commissari tecnici e tutti pronti a vedere la partita ma soprattutto al dopopartita sport nazionale infatti era la critica alle scelte del commissario tecnico e soprattutto il solito problema di Del Piero che poi da quando si era messo a fare la pubblicità ad un’acqua minerale parlava agli uccelletti e questo sembrava più che altro un discorso di etologia e di conoscenza del linguaggio degli animali e la sua immagine era cambiata molto da campione discusso di calcio era diventato un chiacchierone con i passerotti che volevano tutti scherzare con lui e giocare a pallone, tra l’altro questa possibilità che i passerotti cominciassero a giocare a pallone sembrava il futuro della nazionale e delle squadre di calcio che erano in crisi economica terrificante spese esagerate per gli ingaggi e i premi partita e la possibilità di trovare giocatori che si accontentano delle briciole era vista con grande interesse da molte parti, il calcio ornitologico era il futuro al quale forse ci saremmo dovuti abituare.
Sul giornale satirico l’election day era presentato invece come l’erection day, il giorno della virilità.
In detto giorno ci sarebbero state prestazioni naturali che superavano il normale senza bisogno di speciali farmaci. L’aria stessa e l’eccitazione che la percorreva avrebbero permesso prestazioni straordinarie agli uomini e questo sarebbe avvenuto con gran godimento reciproco di uomini e donne. Il giornale satirico poi metteva in relazione l’eccitazione che si stava spargendo in maniera spasmodica con desideri osceni nei confronti del presidente del consiglio che repressi troppo a lungo avrebbero trovato sfogo nell’urna e fuori dell’urna.
Genoveffa si recò nella sua sezione munita di certificato elettorale e speranzosa. Avrebbe incontrato finalmente l’uomo giusto e nel segreto dell’urna o forse dopo si sarebbe consumato il suo momento glorioso.
Un sorriso accattivante di un giovane che stava seduto nella sezione e che era addetto alle operazioni di voto le confermò psicologicamente parlando che quello che si andava dicendo in giro era vero. Fu invitata ad accomodarsi, dietro presentazione del documento e del certificato elettorale cui lei aveva accompagnato anche con una fotografia in costume da bagno con indicazione delle sue misure, fotografia che fu accolta con un gran sorriso dal giovanotto che la mise dentro la carta di identità, le consegnò le schede e la matita e la invitò ad accomodarsi nella cabina due.
Genoveffa si accomodò e cominciò a spogliarsi lentamente.
Si tolse la maglietta e la mise in evidenza sul bordo della cabina, poi i pantaloni, poi gli indumenti intimi e ad ogni indumento sentiva un oh di meraviglia.
Da un buchino della cabina si accorse che tutti erano in attesa e vide che anche fuori dalla stanza gli elettori in attesa si stavano agitando.
Arrivarono due poliziotti che si misero anche loro in attesa. Era evidente che aspettavano che lei esprimesse il suo voto. Lei espresse, ma aspettava e rimaneva in paziente attesa dentro la cabina.
La folla intanto ondeggiava paurosamente in preda ad una visibile eccitazione, e cominciarono i cori da stadio, che facevano sentire quanto la passione calcistica e quella politica si mischiassero in quel momento con l’eccitazione.
I poliziotti furono però richiamati dalle ole che si stavano svolgendo nella sezione vicina, che anch’essa era affidata al loro controllo. Infatti quella era una scuola elementare che comprendeva due sezioni.
Anche lì cori da stadio che dicevano quasi tutti, facendo riferimento agli schieramenti elettorali:”Se questo è quello che ci prometti per la casa delle libertà, esci subito nuda di là” oppure “Se sei unita per l’ulivo, vieni vieni qui che son giulivo” o altri cori più volgari che è meglio non ripetere.
I due si avvicinarono all’altra sezione e videro che dietro una cabina si stava svolgendo la stessa scena ma stavolta i vestiti non erano stati posti accuratamente sul bordo della cabina ma erano stati gettati tra la folla degli elettori che aspettava.
I due chiamarono in centrale, invitati dai presidenti di seggio che chiedevano cosa dicesse il regolamento in simili casi e se le operazioni elettorali potessero proseguire o dovessero essere interrotte per inaspettati spogliarelli in cabina elettorale.
Alla centrale di polizia rispose il commissario capo, certo Basettoni, che disse che situazioni del genere si stavano verificando in tutte le sezioni. Era come se ci fosse una manovra per boicottare le elezioni e questa era una manovra tutta al femminile, operata con attentati spogliarellistici. Il commissario Basettoni disse che si era consultato con la Presidenza del Consiglio e che era stato invitato a far proseguire le operazioni elettorali, che non potevano certo essere sabotate da quattro invasate che forse volevano attirare l’attenzione pubblica e che comunque bisognava evitare ogni atto di spogliarello terroristico e per questo si invitavano i poliziotti a procedere ad arresti in diretta per atti osceni in luogo pubblico, o meglio in cabine elettorali.
Il commissario Basettoni disse però che lui non se la sentiva al momento di dare l’ordine di arresto anche perché secondo lui il reato poteva rivelarsi insussistente, in quanto l’oscenità semmai stava nel pensiero degli elettori, perché se era vero che degli indumenti erano stati gettati tra di loro,ma loro non sapevano come era la signora dentro la cabina e lui al momento non ravvisava l’oscenità e quanto al terrorismo spogliarellista il commissario disse che non riusciva a vederlo questo reato, certo lo spogliarello innescava un meccanismo simile ad una bomba, ma era diverso, lo spogliarello crea un propagarsi di eccitazioni, la bomba un propagarsi di esplosioni, insomma non vedeva connessione con il terrorismo negli spogliarelli.
I due poliziotti rimasero interdetti in attesa di istruzioni più precise ma Genoveffa uscì dalla cabina proteggendo le sue nudità con le schede acclamatissima dalla folla che la portò in trionfo fuori dal seggio.
Il prosieguo delle operazioni elettorali non fu chiaro, molte persone accigliate volevano esprimere le loro preferenze ma non sui candidati ma sulle spogliarelliste e questo fu un miserabile finale per l’election day. Tanto che poi lo scrutinio portò a trionfi non di candidati o candidate, ma di donne che prima erano sconosciute ma raggiunsero la celebrità.
La presidenza del consiglio però disse che le elezioni erano andate comunque bene per la casa della libertà che da alcuni fu ribattezzata casa della tolleranza e ridimensionò il terrorismo spogliarellistico. Il commissario Basettoni aveva ragione, non vedeva la connessione tra terrorismo e spogliarelli in cabina elettorale e nemmeno riusciva a vedere gli atti osceni in luogo pubblico.
Molte delle spogliarelliste si presentarono in comizi post-elettorali e furono intervistate in diretta da Bruno Vespa che nel programma serale le fece introdurre con il solito scampanellio e le mise a confronto con direttori di giornali famosi. In particolare il direttore de Il Giornale disse che se lo avevano fatto per far calare le preferenze del Presidente, i voti poi erano andati agli altri partiti della coalizione e quindi nemmeno lo spogliarello aveva portato ad una sconfitta della casa delle libertà, che poi in fondo la situazione era rimasta tale e quale, al che ci fu una reazione di qualcuna che si voleva spogliare a porta a porta in diretta televisiva ma la trasmissione fu ripresa in mano dal conduttore e anche se si vedevano volare degli indumenti continuò facendo finta di niente e gli spettatori televisivi rimasero interdetti. Ma questo fu il dopo election day del quale sarà meglio parlare in altra occasione.
Ci eravamo preparati al giorno fatidico. Sembrava che fossimo uno sciame di insetti che eravamo stati messi all’erta dell’arrivo di una grande novità e ci stavamo preparando al grande evento.
Stavamo preparando come una serie di ragnatele o reti da pesca come per catturare delle prede ed avere dei risultati visibili ed entrare così trionfalmente nel mondo nuovo al quale ci dovevamo preparare.
Le donne sembravano le più eccitate. Molte sembravano essere indifferenti ma invece si vedeva che erano state catturate nel grande evento che si preparava e che era nell’aria in preparazione.
Si arrivò alla vigilia tra una serie di polemiche. La presidenza del Consiglio mandò un invito a votare su messaggini su tutti i cellulari. La cosa non fu molto gradita da molti che parlarono di violazione della privacy e che poi l’invito dell’organo istituzionale era fatto più che altro dal presidente del consiglio il quale temeva una sconfitta e stava invitando tutti a votare per lui e appariva in giganteschi manifesti e su tutte le televisioni private e pubbliche e parlava alle radio private e pubbliche e chiedeva apertamente di votare per lui che tra l’altro non avrebbe potuto presentarsi perché ineleggibile in quanto presidente del consiglio dei ministri.
Qualcuno tra gli uomini pregustava la giornata. Sarebbe stata una giornata di tutto riposo e poi oltre alle elezioni europee c’erano anche i campionati di calcio europei che incominciavano e che senza dubbio appassionavano di più e c’era l’esordio della nazionale che avrebbe coinvolto tutti nella funzione di commissari tecnici e tutti pronti a vedere la partita ma soprattutto al dopopartita sport nazionale infatti era la critica alle scelte del commissario tecnico e soprattutto il solito problema di Del Piero che poi da quando si era messo a fare la pubblicità ad un’acqua minerale parlava agli uccelletti e questo sembrava più che altro un discorso di etologia e di conoscenza del linguaggio degli animali e la sua immagine era cambiata molto da campione discusso di calcio era diventato un chiacchierone con i passerotti che volevano tutti scherzare con lui e giocare a pallone, tra l’altro questa possibilità che i passerotti cominciassero a giocare a pallone sembrava il futuro della nazionale e delle squadre di calcio che erano in crisi economica terrificante spese esagerate per gli ingaggi e i premi partita e la possibilità di trovare giocatori che si accontentano delle briciole era vista con grande interesse da molte parti, il calcio ornitologico era il futuro al quale forse ci saremmo dovuti abituare.
Sul giornale satirico l’election day era presentato invece come l’erection day, il giorno della virilità.
In detto giorno ci sarebbero state prestazioni naturali che superavano il normale senza bisogno di speciali farmaci. L’aria stessa e l’eccitazione che la percorreva avrebbero permesso prestazioni straordinarie agli uomini e questo sarebbe avvenuto con gran godimento reciproco di uomini e donne. Il giornale satirico poi metteva in relazione l’eccitazione che si stava spargendo in maniera spasmodica con desideri osceni nei confronti del presidente del consiglio che repressi troppo a lungo avrebbero trovato sfogo nell’urna e fuori dell’urna.
Genoveffa si recò nella sua sezione munita di certificato elettorale e speranzosa. Avrebbe incontrato finalmente l’uomo giusto e nel segreto dell’urna o forse dopo si sarebbe consumato il suo momento glorioso.
Un sorriso accattivante di un giovane che stava seduto nella sezione e che era addetto alle operazioni di voto le confermò psicologicamente parlando che quello che si andava dicendo in giro era vero. Fu invitata ad accomodarsi, dietro presentazione del documento e del certificato elettorale cui lei aveva accompagnato anche con una fotografia in costume da bagno con indicazione delle sue misure, fotografia che fu accolta con un gran sorriso dal giovanotto che la mise dentro la carta di identità, le consegnò le schede e la matita e la invitò ad accomodarsi nella cabina due.
Genoveffa si accomodò e cominciò a spogliarsi lentamente.
Si tolse la maglietta e la mise in evidenza sul bordo della cabina, poi i pantaloni, poi gli indumenti intimi e ad ogni indumento sentiva un oh di meraviglia.
Da un buchino della cabina si accorse che tutti erano in attesa e vide che anche fuori dalla stanza gli elettori in attesa si stavano agitando.
Arrivarono due poliziotti che si misero anche loro in attesa. Era evidente che aspettavano che lei esprimesse il suo voto. Lei espresse, ma aspettava e rimaneva in paziente attesa dentro la cabina.
La folla intanto ondeggiava paurosamente in preda ad una visibile eccitazione, e cominciarono i cori da stadio, che facevano sentire quanto la passione calcistica e quella politica si mischiassero in quel momento con l’eccitazione.
I poliziotti furono però richiamati dalle ole che si stavano svolgendo nella sezione vicina, che anch’essa era affidata al loro controllo. Infatti quella era una scuola elementare che comprendeva due sezioni.
Anche lì cori da stadio che dicevano quasi tutti, facendo riferimento agli schieramenti elettorali:”Se questo è quello che ci prometti per la casa delle libertà, esci subito nuda di là” oppure “Se sei unita per l’ulivo, vieni vieni qui che son giulivo” o altri cori più volgari che è meglio non ripetere.
I due si avvicinarono all’altra sezione e videro che dietro una cabina si stava svolgendo la stessa scena ma stavolta i vestiti non erano stati posti accuratamente sul bordo della cabina ma erano stati gettati tra la folla degli elettori che aspettava.
I due chiamarono in centrale, invitati dai presidenti di seggio che chiedevano cosa dicesse il regolamento in simili casi e se le operazioni elettorali potessero proseguire o dovessero essere interrotte per inaspettati spogliarelli in cabina elettorale.
Alla centrale di polizia rispose il commissario capo, certo Basettoni, che disse che situazioni del genere si stavano verificando in tutte le sezioni. Era come se ci fosse una manovra per boicottare le elezioni e questa era una manovra tutta al femminile, operata con attentati spogliarellistici. Il commissario Basettoni disse che si era consultato con la Presidenza del Consiglio e che era stato invitato a far proseguire le operazioni elettorali, che non potevano certo essere sabotate da quattro invasate che forse volevano attirare l’attenzione pubblica e che comunque bisognava evitare ogni atto di spogliarello terroristico e per questo si invitavano i poliziotti a procedere ad arresti in diretta per atti osceni in luogo pubblico, o meglio in cabine elettorali.
Il commissario Basettoni disse però che lui non se la sentiva al momento di dare l’ordine di arresto anche perché secondo lui il reato poteva rivelarsi insussistente, in quanto l’oscenità semmai stava nel pensiero degli elettori, perché se era vero che degli indumenti erano stati gettati tra di loro,ma loro non sapevano come era la signora dentro la cabina e lui al momento non ravvisava l’oscenità e quanto al terrorismo spogliarellista il commissario disse che non riusciva a vederlo questo reato, certo lo spogliarello innescava un meccanismo simile ad una bomba, ma era diverso, lo spogliarello crea un propagarsi di eccitazioni, la bomba un propagarsi di esplosioni, insomma non vedeva connessione con il terrorismo negli spogliarelli.
I due poliziotti rimasero interdetti in attesa di istruzioni più precise ma Genoveffa uscì dalla cabina proteggendo le sue nudità con le schede acclamatissima dalla folla che la portò in trionfo fuori dal seggio.
Il prosieguo delle operazioni elettorali non fu chiaro, molte persone accigliate volevano esprimere le loro preferenze ma non sui candidati ma sulle spogliarelliste e questo fu un miserabile finale per l’election day. Tanto che poi lo scrutinio portò a trionfi non di candidati o candidate, ma di donne che prima erano sconosciute ma raggiunsero la celebrità.
La presidenza del consiglio però disse che le elezioni erano andate comunque bene per la casa della libertà che da alcuni fu ribattezzata casa della tolleranza e ridimensionò il terrorismo spogliarellistico. Il commissario Basettoni aveva ragione, non vedeva la connessione tra terrorismo e spogliarelli in cabina elettorale e nemmeno riusciva a vedere gli atti osceni in luogo pubblico.
Molte delle spogliarelliste si presentarono in comizi post-elettorali e furono intervistate in diretta da Bruno Vespa che nel programma serale le fece introdurre con il solito scampanellio e le mise a confronto con direttori di giornali famosi. In particolare il direttore de Il Giornale disse che se lo avevano fatto per far calare le preferenze del Presidente, i voti poi erano andati agli altri partiti della coalizione e quindi nemmeno lo spogliarello aveva portato ad una sconfitta della casa delle libertà, che poi in fondo la situazione era rimasta tale e quale, al che ci fu una reazione di qualcuna che si voleva spogliare a porta a porta in diretta televisiva ma la trasmissione fu ripresa in mano dal conduttore e anche se si vedevano volare degli indumenti continuò facendo finta di niente e gli spettatori televisivi rimasero interdetti. Ma questo fu il dopo election day del quale sarà meglio parlare in altra occasione.
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