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giovedì 9 dicembre 2010

DEGRADO DEL TERRITORIO E DECADIMENTO CULTURALE

Il territorio è devastato, la speculazione sulle aree fabbricabili fa scomparire ogni differenza tra città e campagna, invade le colline, invade anche le zone limitrofe ai corsi d’acqua ed ai laghi.
Il degrado del territorio viene spesso chiamato “consumo del territorio” come se nel territorio si fosse scatenata una delle nostre manie, il consumismo.
E con il termine consumo del territorio si intende proprio il cattivo uso, lo sperpero, l’abuso, che si fa del territorio ed insieme dell’ambiente e del paesaggio in cui il territorio è inserito.
Abbiamo fatto un’ipotesi.
Che al consumo del territorio ed al degrado dell’ambiente e del paesaggio si accompagnino nella società o meglio nella comunità che vive in quel territorio fenomeni di decadimento culturale.
Che cosa intendiamo per cultura?
Cultura può essere considerata l’insieme delle conoscenze di un individuo o di una pluralità di individui accompagnata dalla capacità di utilizzarle al meglio, di migliorarle e di trasmetterle.
Si ha decadimento culturale quando non si coltivano le conoscenze acquisite, quando le stesse vengono accantonate, poste nel dimenticatoio; ed insieme quando non si coltiva in alcun modo la capacità di utilizzare le stesse conoscenze ed anche quando non ci si occupa in alcun modo di trasmettere agli altri e soprattutto ai giovani il sapere e l’insieme di conoscenze.
L’ipotesi può trovare dei riscontri.
In primo luogo, il degrado del territorio non favorisce ogni forma di incontro tra le persone, che hanno pochissime occasioni di scambiare due parole se non incontrando casualmente un conoscente.
Il degrado del territorio favorisce invece una specie di fuga delle persone dagli incontri, forse perché è il territorio per come si è modificato a non avere più luoghi di incontro.
Il degrado del territorio determina inoltre nelle persone un senso di disagio per cui si va in fretta sia per abitudine ma anche perché c’è spesso molto poco da guardare ed anzi spesso lo spettacolo che ci si presenta non è gradevole e cerchiamo di evitare in ogni modo di soffermarci.
La fretta e la frenesia che caratterizza spesso la vita di chi vive oggi, non solo nelle grandi città, determina una minore capacità di percepire la realtà intorno a noi e di soffermarci ad osservare ciò che ci circonda.
La diminuzione della capacità di percepire la realtà che ci circonda è una delle cause di un decadimento culturale. Insieme alla fretta ed alla diminuita capacità di percezione, occorre considerare che la stessa fretta e la diminuita capacità di percezione possono essere determinate anche dal degrado del territorio e dalle problematiche del paesaggio, che offre ai nostri sensi uno spettacolo spesso difficile da accogliere con tranquillità, uno spettacolo spesso complesso e caratterizzato anche da brutture, cioè dal prevalere degli squilibri e delle disarmonie su ogni altra cosa, dalla confusione, dal disordinato presentarsi ai nostri occhi di una molteplicità di costruzioni nella maggior parte dei casi organizzate insieme in modo confuso e stridente con il buon gusto.
Quindi il problema della diminuzione delle nostre capacità di percezione può, a nostro avviso, essere ricondotto al degrado dello spettacolo che ci si presenta e ad un intimo desiderio di rifuggire da esso.
E quando poi ci troviamo di fronte a bellezze naturali e a paesaggi mirabili ci accorgiamo che la nostra capacità di percepire, di guardare, osservare e accogliere in noi le sensazioni che ci può dare il paesaggio o la bellezza naturale sono quasi inesistenti. Non siamo, o almeno la maggior parte di noi non è più in condizioni di sentire le emozioni che ci può dare uno spettacolo naturale.

1 commento:

Unknown ha detto...

Le nostre capacità vengono influenzate dall'ambiente esterno e soprattutto dallo spettacolo che ci si presenta.